Steve Jobs: Apple scopre il nuovo erede del genio ribelle

ROMA, 13 Novembre – Si chiama Thomas Suarez e ha 12 anni quello che ormai da molti è stato definito il “nuovo Steve Jobs”.

Originario di South Bay in California e appassionato di computer fin dai tempi dell’asilo, Thomas sviluppa applicazioni per iPhone e iPad, ed ha già fondato la sua piccola impresa di software, la “CarrottCorp” (letteralmente la “corporation della carota”, in analogia alla “mela” di Steve Jobs). Il suo mito è naturalmente il “visionario della Silicon valley”, deceduto lo scorso 5 ottobre.

Il piccolo Jobs ha già creato  e messo in vendita due applicazioni per smartphone che stanno spopolando nel mondo degli adolescenti e non solo: Earth fortune, un programma gratuito che offre agli utenti una previsione sulla fortuna della giornata in base al colore della Terra e Bustin Bieber, un divertente giochino che prende in giro il popolarissimo cantante canadese Justin Bieber. Entrambe le applicazioni sono già disponibili sugli AppStore. Thomas, inoltre, ha fondato un “App Club” nella scuola che frequenta, per i compagni che, come lui, desiderano cimentarsi con lo sviluppo di software. Ma il ragazzino californiano ha anche altre ambizioni, tra cui l’intenzione di lanciarsi nella produzione di hardware.

Negli ultimi giorni, l’erede di Steve Jobs è diventato famoso presso il grande pubblico statunitense, dopo essere intervenuto alla conferenza “TED” a Manhattan Beach, che riunisce esperti e appassionati di TED (Technology, Entartainment, Design). Thomas Suarez, con la sua aria da bravo ragazzo in camicia azzurra e  auricolare con microfono al collo, ha spiegato come è nata la sua passione per l’informatica ed ha raccontato come genitori e insegnanti, intuendo le sue grandi capacità, lo abbiano spinto a non arrendersi e ad andare avanti. Nel corso dell’evento, il dodicenne ha incantato la platea con un linguaggio disinvolto e arguto, senza alcun cenno di timidezza e, parlando della sua impresa di software e delle applicazioni sviluppate, ha mostrato di avere le idee molto chiare per il futuro. “Per quanto riguarda le applicazioni, continuerò a lavorare con Objective Cil linguaggio dei programmi usato nell’iPhone – “ma ora voglio fare anche hardware per iPhone e iPad. Penso siano ottime piattaforme sia software che hardware. E vedo la possibilità di un grande mercato.” Se queste sono le premesse, sembra proprio che l’eredità lasciata da Steve Jobs sia destinata ad andare lontano.

VIDEO|THOMAS SUAREZ

Francesca Garreffa

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