Raffaele Sollecito a “Quarto Grado”: l’intervista

ROMA, 4 Novembre – Camicia bianca e maglione college a righe blu e verdi, aria apparentemente calma e controllata. Così è apparso Raffaele Sollecito di fronte alle telecamere di Quarto Grado su Rete4, per la prima intervista televisiva dopo l’uscita dal carcere e l’assoluzione per l’omicidio di Meredith Kercher.

Sollecito ha risposto dettagliatamente alle domande che Salvo Sottile gli ha rivolto, raccontando l’esperienza vissuta in carcere e il tentativo di ricostruire la sua vita dopo la riacquistata libertà. Il 27enne pugliese non tradisce l’emozione mentre racconta quella che definisce la sua “odissea”. “Ho deciso di rompere il silenzio perché penso che, dopo quello che abbiamo patito io e Amanda, sia mio dovere denunciare le incongruenze, gli errori e tutto quello che non funziona in un sistema che tiene due innocenti in carcere per quattro anni” ha dichiarato Sollecito ai microfoni di Quarto Grado, ed ha poi così proseguito: “Il mio è un caso unico al mondo, che ha avuto un interesse spasmodico su tutti i media: per questo mi sento in dovere di evidenziare quella che è stata una grossa ingiustizia e un grosso sbaglio. Quello che desidero è che ciò non si ripeta più”.

Raffaele racconta poi le manifestazioni di affetto  e solidarietà ricevute all’uscita dal carcere, e confessa il suo timore che la sentenza di assoluzione possa essere nuovamente ribaltata dalla Cassazione. Parlando di Meredith Kercher, Sollecito esprime la sua vicinanza alla famiglia e si augura che la verità venga fuori, insieme ai veri colpevoli dell’omicidio.

L’unico momento di commozione, Sollecito lo riserva alla parte dell’intervista dedicata alla sua coimputata ed ex fidanzata Amanda Knox. Ormai la storia con la ragazza americana è finita, afferma Sollecito, anche se i due continuano ad essere legati da un profondo affetto, soprattutto dopo l’esperienza del carcere.

Ma la ostentata “trasparenza” ed “onestà” del ragazzo pugliese non convince i telespettatori della puntata di Quarto Grado che si sono espressi attraverso il social network Twitter, con una pioggia di commenti negativi. Si critica in primo luogo la spettacolarizzazione dei casi giudiziari, che trasforma gli ex imputati in special guest star e riduce le interviste ad una semplice messinscena televisiva.

Francesca Garreffa

 

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