Calciopoli, Luciano Moggi incastra la Juventus: “Comprava le schede telefoniche”

NAPOLI, 9 NOVEMBRE – “Dopo che mi ero fatto interrogare l’anima è ritornata perché avevo capito che non c’era niente di cui preoccuparmi. Adesso, dopo la condanna, non mi hanno rubato l’anima”. Luciano Moggi rammaricato ma ancora vivo dopo il duro colpo inflitto dal Giudice Casoria nell’ambito del processo Calciopoli. La Juventus ha preso le distanze dall’ex direttore generale dichiarandosi estranea ai fatti, scaricando l’uomo che ha reso grande il club degli Agnelli negli ultimi anni.

Moggi si sente parzialmente colpevole e, nel calderone dei veleni, porta con se anche la società bianconera: “Io non ho letto il comunicato ufficiale, so soltanto che non giocava Moggi contro il Chievo o contro l’Udinese, ma giocava la Juventus. Io ero un dipendente e le schede le comprava la società, le quali sono state poi eliminate: infatti Angelo Fabiani è stato assolto. Non conosco ancora tutto quello che è successo, so soltanto che non giocavo io personalmente contro queste squadre ma la Juventus.

Moggi è rimasto particolamermente sorpreso dell’atteggiamento della società e si dice stupefatto di esser stato accusato di associazione a delinquere. “E’ il primo round, il secondo lo faremo in appello. Io ho fiducia nella magistratura altrimenti dovrei invocare la giustizia divina”, ha concluso.

Redazione Sport

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