30 anni per Daniele Restivo l’assassino di Elisa Claps. Gildo contro la Chiesa

POTENZA9 NOVEMBRE L’udienza contro Daniele Restivo, l’uomo accusato di aver ucciso Elisa Claps, la ragazza di Potenza scomparsa il 12 settembre del 1993 e i cui resti sono stati trovati 17 anni dopo nella Chiesa della Trinità di Potenza, è durata 12 ore, compresa una breve pausa durante la quale Filomena Lemma, la mamma di Elisa, ha ricordato che non si accontenterà della condanna dell’imputato. «Aspetto i nomi di chi l’ha aiutato», dice ai cronisti che l’assediano sulla porta del palazzo di giustizia di Salerno. Le lacrime le girano negli occhi mentre confessa che avrebbe preferito trovare Elisa «ovunque ma non in chiesa». Invece era proprio nel posto indicato da tutti, ma dove nessuno è andato a cercare.

Daniele Restivo non era presente in aula perché detenuto in Inghilterra con la condanna dell’ergastolo per l’uccisione della sarta Heather Barnett, ma ha preferito non partecipare al processo di Salerno neanche in videoconferenza. «Ha fiducia nella giustizia e nei suoi legali», ha riferito l’avvocato Mario Marinelli. La sua arringa difensiva è prevista per l’udienza di domani.

Il pm Volpe ha citato un episodio non noto, la testimonianza fornita, dopo il ritrovamento del cadavere di Elisa, da due sorelle di Potenza che hanno raccontato che già nel 1992 Restivo provò a portarle nel sottotetto con la «scusa» di consegnare un regalo. E poi, il magistrato salernitano, più volte, ha definito Restivo «brutale assassino» e ha chiamato in causa le perizie, smontando innanzitutto quella del perito medico-legale Vincenzo Pascali che sostenne di non aver trovato sui resti del corpo di Elisa il Dna di Restivo. Accolte le richieste di costituzione di parte civile del Comune di Potenza e dell’associazione Telefono Donna.

Il processo continua giovedì, e dovrebbe terminare venerdì con la sentenza.

Luana Scialanca

 

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