ROMA, 11 Novembre – Ieri, la Suprema Corte ha cassato senza rinvio la sentenza di condanna per Fabio Carlino, accusato – in concorso con Fabio Miradossa e Ciro Veneruso – di aver ceduto la dose di cocaina che ha ucciso Marco Pantani.
Carlino, imprenditore leccese 36enne, era stato condannato in primo grado dal Tribunale di Rimini; condanna poi confermata dalla Corte d’Appello di Bologna, che ha aggiunto anche una provvisionale di 300 mila euro in favore dei familiari di Pantani.
Nel pomeriggio di ieri è stato letto il verdetto con cui la IV sezione penale della Corte di Cassazione ha annullato la condanna di Carlino, poiché, concordando i giudici di piazza Cavour con il sostituto procuratore generale Oscar Cedrangolo, “la spettacolarizzazione data dai media alla morte di Pantani ha spinto i giudici di merito ad una eccessiva attribuzione di responsabilità”.
Infine, Carlino ha dichiarato: “Per me è finito un incubo, spero solo che in futuro il mio nome non venga più associato a quello di Pantani e che non venga più etichettato come una spacciatore”.
Tiziano Giuseppe Raucci – Redazione Romatg24.it












