Salute: come combattere la cellulite, i consigli del medico

ROMA, 14 Novembre –  Quante donne sognano di potersi sbarazzare di quegli antipatici ed insopportabili inestetismi cutanei dovuti alla cellulite? Spesso si cercano metodi naturali per contrastarla, o ci si affida a cosmetici spesso poco efficaci, infine c’è chi si rimette nelle mani di un esperto per eliminare il problema alla radice.

Il dottor Maurizio Otti, chirurgo estetico, che ha risposto ad alcune domande su Melarossa.it, sito dedicato sia all’alimentazione che al benessere, che da tempo fornisce diete personalizzate gratuite, grazie alla consulenza scientifica della Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione, ci aiuta a fare un po’ di luce su questo problema.  “La cellulite, è una pannicolopatia edemato-fibro-sclerotica (PEFS), cioè una alterazione del tessuto sottocutaneo ricco di cellule adipose. In pratica si crea una situazione per cui negli spazi tra queste cellule si accumulano liquidi che il fisico non riesce ad eliminare a causa di un’ alterazione della circolazione venosa e linfatica. Si configura così il classico quadro della cellulite, che può essere quindi classificata in tre stadi: I° STADIO – Cellulite edematosa, caratterizzata da una iniziale stasi di liquidi in distretti corporei specifici, come caviglie, cosce e braccia. La paziente avverte una sensazione di gonfiore e pesantezza soprattutto alle gambe, ma i tessuti sono ancora morbidi, anche se già è possibile apprezzare segni di edema con manovre di digitopressione. II° STADIO – Cellulite fibrosa. I tessuti risultano più duri al tatto e compare il caratteristico aspetto “a buccia d’arancia”, oltre ad aree nodulari, per la formazione di tralci fibrosi a causa della scarsa ossigenazione dei tessuti. La cute può arrossarsi e la paziente avverte un’importante spossatezza a carico degli arti. Spesso compaiono anche diffusi capillari, ulteriore segno di un’alterata circolazione. III° STADIO – Cellulite sclerotica. Il tessuto cutaneo è duro, dal profilo irregolare, per la presenza di macronoduli dolenti al tatto”.

Ad ogni modo è possibile intervenire sul primo stadio, bevendo in modo adeguato durante l’arco della giornata, oltre a seguire una dieta povera di sodio. Indispensabile anche l’attività fisica. Nel caso in cui sia di troppo per gli occhi l’inestetismo, si può far ricorso alla mesoterapia, per quanto riguarda la medicina estetica tradizionale. Per quanto riguarda invece i farmaci, si possono utilizzare quelli ipoliti per ridurre gli accumuli adiposi, mentre quelli drenanti stimolano la circolazione venosa e linfatica. Si può poi ricorrere a trattamenti innovativi quali la carbossiterapia, che tendono a ripristinare il corretto microcircolo locale, che fa in modo di poter smaltire la stasi dei liquidi in eccesso e migliorare dunque la fibrosi tissutale. I risultati sono visibili fin dai primi trattamenti, ma sta anche alle pazienti seguire uno stile di vita adeguato per favorire il mantenimento degli obiettivi raggiunti.

Sabrina Spagnoli

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *