Duplice suicidio a Genova, l’ombra di Satana. Telefonate strane ricevute da Emanuela

Carabinieri Albaro

ROMA, 15 Novembre – “E se mi senti parlare nel vento devi capire che dobbiamo restare dei perfetti sconosciuti…”. sono questi i versi della canzone preferita di Emanuela Lenaz, 53enne di Genova che la mattina del 9 Novembre scorso, ha deciso di togliersi la vita insieme alla mamma Clementina,80, forse per non restare sconosciute alla morte.

Un gran sorriso sul viso di Emanuela, la sua voglia di “cambiare il mondo” e la sua passione per gli animali e per la musica, nascondevano delusioni e dolori che solo un gesto così estremo ha potuto far affiorare. E se fosse proprio questa sua ultima passione ad averla incitata al suicidio? Se proprio la musica, che di norma rilassa e rasserena, fosse la responsabile di questo gesto? Le ultime indagini portano a trovare una traccia proprio sul pc di Emanuela. Da qualche tempo aveva iniziato ad ascoltare gruppi death e heavy metal, musica ispirata a Marilyn Manson che da anni confonde soprattutto i giovani avvicinandosi al satanismo fra simboli demoniaci, sangue e croci. Aveva preso contatto proprio con uno di questi gruppi i Lethal Poison per promuovere il loro ultimo album.

“A mia madre piaceva molto la musica – racconta la figlia ventenne Francesca – ma di questi contatti con i gruppi metal io so solo che erano molto recenti. Mia mamma soffriva di una sindrome bipolare con momenti di grande euforia ai quali si alternavano profonde depressioni “. A giugno Francesca si è trasferita a Miami con il padre: “Prima vedevo mia madre due volte alla settimana, poi sono partita. Non aveva nessun problema economico”.

Aveva conosciuto la band casualmente, alle piscine di Albaro dove Emanuela aveva aperto un’organizzazione per i cani randagi e così navigando tra siti dark, tra sangue, coltelli e istigazione alla morte aveva preso contatti con il gruppo. “Noi facciamo solo musica – dice Simone Borsellini, 25 enne per un certo tempo frontman dei Lethal Poison – non so nulla del suicidio, non è vero che siamo satanisti”.

E allora cosa ha indotto Emanuela ad aiutare la mamma ottantenne a buttarsi dal quarto piano e a seguirla nel vuoto? Cosa ha potuto spezzare due vite apparentemente tranquille? La polizia continua le sue indagini concentrandosi soprattutto sul suo cellulare. Andrea Pescino, un amico, ha dichiarato che negli ultimi giorni Emanuela aveva ricevuto delle telefonate strane.

Arianna Fiorani – Redazione Roma

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *