Salute: rapiti dagli alieni? No, è solo un disturbo del sonno

ROMA, 16 Novembre – Diciamolo, quanti vorrebbero fare davvero un incontro ravvicinato del terzo tipo, e quanti invece scappano a gambe levate al solo pensiero? Certamente il mistero affascina un po’ tutti, ma non proprio. Chissà cosa penseranno gli amanti del brivido adesso, dato che viene attribuito a certi eventi non una natura sovrannaturale, ma bensì psicologica.

Secondo quanto afferma uno studio pubblicato su Sleep Medicine Reviews, possessioni demoniache, rapimenti di alieni, presenze maligne ed esperienze extracorporee, sarebbero frutto di un disturbo del sonno ancora poco conosciuto, ovvero la paralisi ipnagogica.

Brian Sharpless psicologo dell’unviersità della Pennsylvania, ha vagliato i dati di 35 ricerche condotte negli ultimi 50 anni, per capire innanzitutto quanto questa patologia sia diffusa. La paralisi, si manifesterebbe in modo assiduo durante le fasi dell’addormentamento o risveglio dove i muscoli volontari sono paralizzati, mentre movimenti respiratori e oculari rimangono intatti. Gli attimi in cui avviene la paralisi sono avvertiti da chi ne soffre come eterni, nonostante durino solo pochi minuti, e il corpo sembra ancora immerso nel riposo assoluto mentre il cervello è attivo. Sono questi i momenti in cui il paziente dimostra di avere allucinazioni e pensa di essere posseduto o esser stato rapito dagli alieni. “Non c’erano finora dati precisi circa la frequenza del disturbo, così ho rianalizzato tutte le ricerche precedenti e un mio recente studio condotto in soggetti di diverse età e caratteristiche. I risultati indicano innanzitutto che il problema è relativamente frequente: circa l’8 per cento della popolazione ha avuto un episodio almeno una volta nella vita, ma c’è pure chi ne ha tutte le notti” ha così commentato il dottor Sharpless.

La frequenza di tale disturbo, è molto alta in due gruppi di persone che sono gli studenti giovani (28%), e i pazienti affetti da disturbi psichiatrici (52% e oltre). I motivi sono riconducibili alla mancanza di sonno, ritmi irregolari e stress che causano nel paziente la sensazione di una presenza o di un intruso, oltre all’oppressione al petto  e l’idea di essere aggrediti. Quasi tutti reagiscono con paura e si sentono impotenti, molti pensano di essersi svegliati quando invece sono ancora immersi nel sonno. Secondo lo psicologo coloro che ne soffrono provano timore nell’andare a dormire, ed è importante riconoscere tale disturbo per aiutare i pazienti, nel momento in cui ha un impatto negativo nella vita quotidiana.

Sabrina Spagnoli

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