Delitto Rea: Trovate tracce biologiche. Nella siringa nessun narcotico o droga

ASCOLI, 26 APRILE – Melania Rea, la giovane mamma scomparsa da Colle San Marco mentre stava facendo una scampagnata con il marito e la loro bambina, e trovata cadavere due giorni dopo nel Teramano, potrebbe essere stata uccisa nel posto in cui è stato trovato il cadavere, nel Bosco appunto.

Gli investigatori, con l’ausilio di un cane del soccorso alpino, hanno trovato tracce biologiche che proverebbero una colluttazione tra la donna e l’assassino. A Ripe di Civitella, nel Bosco delle Casermette, è stato ritrovato anche un orecchino della vittima, mentre resta confermato dalla scoperta di nuove tracce di sangue l’uso sul posto dell’assassinio, di un’arma da taglio.

I carabinieri di Ascoli hanno proseguito tutta la notte con lavori minuziosi d’intelligence per trovare il bandolo della matassa di questo nuovo e spaventoso delitto, mentre marito, fratello e cognato sono stati sentiti a lungo quali persone informate dei fatti, e sino alle 00:30. Le udienze sono avvenute alla presenza dei pm di Ascoli Umberto Monti, Carmine Pirozzoli e della collega della Procura di Teramo Greta Aloisi.

Al termine dell’audizione nessun provvedimento di fermo è stato emesso nei confronti di alcuno. I magistrati hanno voluto cristallizzare una serie di punti emersi ieri durante i sopralluoghi a Ripe di Civitella (Teramo) dove è stato trovato il cadavere della donna e a Colle San Marco, dove due giorni prima, il 18 aprile, Melania è scomparsa mentre era in compagnia del marito Salvatore Parolisi e della loro bimba Vittoria di 18 mesi. I carabinieri stanno sentendo, e sentiranno nelle prossime ore, anche persone estranee alla famiglia della donna assassinata.

Particolare attenzione da parte degli inquirenti, è data alle utenze telefoniche, al cellulare di Carmela e alle due sim ritrovate accanto al corpo della donna, una delle quali non sarebbe stata a conoscenza del marito. Il telefonino aveva la batteria ormai scarica, ma le schede potrebbero fornire elementi utili per capire con chi abbia avuto contatti nelle sue ultime ore visto che prende sempre più piede l’idea di un allontanamento volontario da parte sua, e come un delitto passionale sarebbe stato quello che l’ha vista coinvolta; lo dimostrerebbero le 35 coltellate inferte, quasi a indicare il gesto di un amante deluso.

Verrà di nuovo controllata a fondo anche la zona alle spalle del cippo in ricordo dei Caduti della Seconda guerra mondiale, posizionato proprio all’inizio del pianoro di San Marco, a poche centinaia di metri dal parco giochi dove la famigliola si era fermata a giocare con la bambina.

Nella siringa trovata infilzata nel seno di Carmela, invece, potrebbe non esserci stato nulla. Nessun narcotico o droga. Se la siringa era vuota, quale può essere il significato della sua presenza sul seno della vittima? Un depistaggio? Un messaggio che rimanda all’uso della droga? Non certo da parte della vittima, madre di famiglia e persona – così la descrivono tutti – senza ombre. Interrogativi fra i tanti che inquirenti e investigatori stanno cercando di risolvere, in attesa di una prima relazione sui risultati degli accertamenti, e in attesa che, dunque il corpo di Melania ‘parli’.

Intanto emergono particolari inquietanti dall’autopsia effettuata ieri sul corpo di Carmela ‘Melania’ Rea, alcune fra le circa 35 coltellate con cui è stato trafitto il suo corpo sarebbero state inferte post mortem. Un particolare che rende ancor più raccapricciante il delitto e fa pensare che l’omicida fosse spinto da una furia cieca, quasi un delitto d’impeto, non premeditato.

Oggi la bara in larice chiaro, che è diventata l’ultima dimora della giovane madre, è stata chiusa tra il dolore, lo sgomento generale e le lacrime, ma anche tra tanta rabbia nei parenti che fuori dell’obitorio dell’ospedale si stringono l’un l’altro e sostengono la cognata della vittima, la sorella di Salvatore Parolisi, la quale, piangendo, grida spesso il nome di Melania. Secondo quanto riferito dai famigliari, la salma di Carmela partirà dall’obitorio di Teramo nella tarda mattinata di lunedì per raggiungere Somma Vesuviana (Napoli), il paese natale della giovane mamma. Qui, alle 11 di martedì, si terranno le esequie.

Sonia Bonvini

 

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