Melania Rea, il dna sulla siringa non è del marito

ASCOLI PICENO, 1 MAGGIO – Il giallo di Carmela Melania Rea, la 29enne trovata cadavere il 20 aprile a Ripe di Civitella (Teramo) e uccisa con 35 coltellate, si infittisce ulteriormente.

Non è presente né il suo dna né quello del marito, Salvatore Parolisi, tra i principali sospettati dell’omicidio, sull’involucro esterno della siringa trovata infilzata nel collo della donna. E neppure sul laccio emostatico recuperato accanto al corpo della giovane mamma. Sono tuttora in corso gli esami sulle tracce di liquido misto a sangue all’interno della siringa.

Sono queste, secondo indiscrezioni provenienti da fonti investigative, le prime conclusioni dei carabinieri del Ris che hanno analizzato gli oggetti trovati nel bosco di Ripe di Civitella.

Melania, scomparsa il 18 aprile da Colle San Marco, ad Ascoli, era salita sul pianoro di vetta del colle marchigiano in compagnia del marito e della figlioletta di 18 mesi. A un certo punto, però, la donna si è allontanata per andare in bagno in un vicino ristorante. Da allora non si sono avute più notizie fino al ritrovamento del cadavere

Redazione

 

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