Lele Mora in cella: il manager dei vip «disposto a far rientrare quei soldi»

MILANO, 22 GIUGNO – Trascorsa la prima notte nel carcere di Opera (Milano) dopo l’arresto choc per bancarotta fraudolenta, Lele Mora ha dichiarato di essere «disorientato ma tranquillo». Il pool difensivo dell’agente dei vip ha aggiunto: «Mora non si aspettava di finire in prigione». I legali hanno fatto sapere che l’agente sarebbe disposto a far rientrare i soldi che avrebbe trasferito in Svizzera «se ci sono ancora…».

I pm milanesi Eugenio Fusco e Massimiliano Carducci hanno chiesto l’arresto perché «distraeva somme di denaro per un valore complessivo di quasi 8.5 milioni di euro». Una somma di 3.1 milioni di euro sarebbe, secondo l’impianto accusatorio, finita in contanti nelle mani di un amico di Dario Mora, l’imprenditore genovese Marcello Silvestri, come pagamento di fatture inesistenti «nel periodo 2004-2006». Gli altri 5 milioni di euro sarebbero sottratti all’Immobiliare Diana, «in relazione all’acquisizione degli immobili a quest’ultima intestata», ha scritto il gip Fabio Antezza, che ha disposto l’arresto richiesto del pm.

Il gip elenca poi una serie di assegni circolari che partono dai terminali delle banche italiane in cui Mora ha numerosi conti e finiscono negoziati in Svizzera.  Il reato contestato è quello di bancarotta fraudolenta pluriaggravata, per aver arrecato “un danno patrimoniale di rilevante gravità” ai creditori e al fisco. All’erario sono stati sottratti, secondo l’accusa, circa 16 milioni di eurio.

Lele Mora era già stato in cella per tre mesi nel 1989, quando era solo un rampante pr di Verona, ammanettato per lo scandalo della cocaina che aveva coinvolto noti calciatori e cantanti. Era stato alle fine dell’indagine condannato a 1 anno e 6 mesi.

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Redazione

 

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