News of the World: addio al tabloid più venduto al mondo

LONDRA, 10 LUGLIO – «Grazie e addio», questo l’ultimo amaro titolo impresso sulla prima pagina del News of the World, il tabloid più venduto al mondo (oltre due milioni di copie), travolto dallo scandalo delle intercettazioni illegali.

Il tabloid, fondato lontano nel 1843, è stato azzerato da una giganteca bufera giudiziaria su alcuni scoop estratti da intercettazioni illegali. Il magnate australiano Murdoch, proprietario di Sky, e soprattutto il figlio James rischia di essere incriminato nel Regno Unito e negli Usa. Murdoch jr, leader assoluto del settore europeo dell’impero editoriale paterno, ha comunque ammesso le sue responsabilità nella vicenda.

Nell’ultima copia presente in edicola la redazione del quotidiano britannico dà il suo commiato agli affezionati lettori, dopo la forzata decisione di chiudere baracca. Il ricavato dell’ultimo numero sarà devoluto in beneficenza.

Amaro è stato il commento dell’editorialista principe del tabloid che ha polemizza con l’editore: «Abbiamo elogiato e chiesto alti standard, qualcuno che ha lavorato per noi e nel nostro nome, ha vergognosamente abbassato quegli standard”. I telefoni “sono stati intercettati e ne siamo dispiaciuti». «Abbiamo fatto la storia, ma abbiamo anche perso la nostra strada», ha poi concluso nell’editoriale.

Un ruolo di primo piano nella vicenda è rivestito sicuramente dalla contestatissima Rebekah Brooks, amministratore delegato di News Int’l, che ha raggiunto oggi Murdoch a Londra per studiare la strategia difensiva. Rebekah Brooks sarà interrogata nelle prossime ore dalla polizia per chiarire il suo ruolo nello scandalo delle intercettazioni illegali e delle mazzette pagate ad alcuni agenti dal News of the World.

E’ quanto rivela oggi il Mail on Sunday secondo cui gli inquirenti prevedono di effettuare almeno 12 arresti, tra cui 9 giornalisti del tabloid e tre agenti sospettati di aver ricevuto denaro.

Precedentemente erano stati ammanettati e poi rilasciati Andy Coulson, ex direttore del giornale e poi portavoce del premier Cameron e altre due persone.

Redazione

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