L’urlo di Parolisi: «Io in carcere, l’assassino di Melania libero»

ASCOLI PICENO, 19 LUGLIO – «Io in carcere, l’assassino di mia moglie libero» . Delusione e sconcerto emergono dalla parole di Salvatore Parolisi al momento dell’arresto. Alle prime luci del mattino il caporalmaggiore dell’esercito, forse consapevole dell’ultimo giorno di libertà, aveva inviato una mail a un cronista di Studio Aperto, letta in diretta durante la prima edizione del giornale: «Grido la mia innocenza. Non ho fatto nulla. Amavo mia moglie e sono il primo a chiedere giustizia. Per far crescere mia figlia accanto a me» .

Un vero e proprio appello prima dell’entrata in scena dei carabinieri di Ascoli Piceno che hanno notificato l’ordinanza di arresto emessa dal Gip e condotto in caserma l’ex addestratore reclute del Rav Piceno.

Intanto il suo pool legale continua a sostenere che ad uccidere Melania sia stata una donna, basandosi sulle tracce di Dna femminile rilevate sotto un’unghia della vittima.

Apprensione in casa Rea per l’affidamento della piccola Ludovica, figlia della coppia. Gli avvocati dei genitori della 29enne di Somma Vesuviana chiederanno nei prossimi giorni al Tribunale dei minori l’affidamento della figlioletta ai nonni materni. Lapidario il commento indirizzato dal padre di Melania a Salvatore: «auguro ogni male per quello che è successo».

Domani mattina è previsto l’interrogatorio di garanzia di Parolisi ad Ascoli, poi l’inchiesta passerà definitivamente nelle mani della Procura di Teramo.

Redazione

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *