Processo Meredith | Il dolore della famiglia Kercher

PERUGIA, 4 OTTOBRE – “Non comprendiamo”. Queste le parole che i familiari ripetono a telecamere spente, dopo la lettura della sentenza che assolve, con formula piena, Amanda Knox e Raffaele Sollecito. Continuano a domandarsi com’è stato possibile ribaltare completamente la decisione del processo di primo grado. La famiglia Kercher, nonostante la sentenza, ribadisce la loro fiducia nel sistema giudiziario italiano, e non perdono la speranza: “Vogliamo che la verità possa finalmente essere accertata”. Da ormai quattro anni, i familiari di Meredith sono alla ricerca di una verità che giustifica la morte di Meredith, figlia e sorella, ma soprattutto ragazza di ventitré anni, uccisa in modo brutale senza un perché.

Ieri sera, a pochi minuti dalle ventidue, Lyle Kercher consola con una carezza la sorella Stephanie, che scuote la testa sconsolata. Arline, la mamma di Meredith, invece, rimane in silenzio. Sola con il suo dolore. Come sola è stata la famiglia Kercher dal giorno in cui Meredith è stata uccisa. “Rispettiamo la decisione dei giudici – dicono – ma non capiamo”. Continueranno a lottare, perché vogliono la verità.

“In questo momento perdonare è un qualcosa che non si può fare, vogliamo la verità, solo così si potrà capire quello che è successo”. E’difficile spiegare a una madre che ha avuto l’unica colpa di mandare la figlia a studiare in Italia, che Amanda e Raffaele non sono gli assassini che le hanno portato via sua figlia Meredith. Sono stati assolti, con formula piena. E mentre i familiari di Amanda e Raffaele si abbracciano e gioiscono per la sentenza, i familiari di Mez rimangono impietriti, in silenzio senza dire nessuna parola. Per i giudici d’appello la verità è che Amanda e Raffaele non sono gli assassini di Mez. Ma i familiari di Meredith, invece, aspettavano la conferma della sentenza di primo grado. Anche perchè, ha puntualizzato l’avvocato Francesco Maresca, “c’era una caterva d’indizi” nei confronti di Amanda e Raffaele. Questi indizi però non sono bastati ai giudici.

Una folla di persone ha assediato l’area dei giornalisti, dove erano previste le interviste degli avvocati della difesa. Fischi contro l’avvocato Bongiorno, difensore di Sollecito. “Datela a noi Amanda”, “Vergogna!Vergogna!”: gli abitanti della città di Perugia  hanno espresso così la loro indignazione nei confronti della sentenza.

Tutti, però, continuano a parlare di Amanda e Raffaele, ma nessuno di Meredith.

“Si parla della storia di Amanda, della storia di Raffaele, ma qui la storia è quella di Meredith che era una ragazza solare, vivace, contenta di esser venuta a studiare in Italia e uccisa in un modo brutale. Non lo meritava. E nessuno meriterebbe di morire in quel modo”. Per Arline, Stephanie e Lyle sarà probabilmente la notte più brutta da quel 2 novembre.

Sabrina Brandone

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