Amanda Knox è tornata a casa, accolta a Seattle come una star

SEATTLE, 5 OTTOBRE – Erano le 17, ora locale, quando l’aereo con a bordo Amanda Knox e la famiglia, è atterrato all’aeroporto di Seattle. Tra lacrime ed emozione la ragazza ha rilasciato ai giornalisti, numerosi ad attenderla, una dichiarazione dove ringraziava chi aveva creduto in lei e chi, durante la sua lunga permanenza in carcere, era stato vicino alla sua famiglia. “Ho solo bisogno di riprendere in mano la mia vita”, ha dichiarato Amanda “tornerò in Italia, ma ora voglio stare insieme alla mia famiglia e ai miei amici”.

Si scioglie in lacrime durante l’arrivo nella saletta preparata per lei e i giornalisti: “Devo ricordarmi di parlare in inglese… Ho paura di fare un po’ di confusione”. Sopraffatta dalla gioia, ha voluto ringraziare “Chi mi ha difeso e chi ha creduto sempre in me”, ma soprattutto ha ringraziato chi è stato vicino alla sua famiglia “la cosa più importante per me”.

E’ circondata di affetto Amanda: il padre Curt, la madre Edda Melass e la sorella le stanno accanto, poggiando sulle sue braccia le loro mani, come segno di supporto e amore. Amanda, con gli occhi pieni di lacrime, fa il segno delle mani giunte per ringraziare la folla che urla e applaude.

Dura tutto pochissimo. Il suo avvocato Theodore Simon parla dell’orrore che Amanda ha subito in questi lunghi anni e ricorda che Meredith era una sua amica. Definisce Amanda e Raffaele come dei ragazzi incoscienti e troppo giovani: questa la loro unica colpa.

Ora la famiglia Knox guarda al futuro: ”Adesso vogliamo una vita tranquilla. Le cose si calmeranno e potremo vedere com’è la vita normale”, ha affermato il padre di Amanda, Curt.

Mistero sulla destinazione della ragazza: “ Vi posso garantire che non riuscirete a trovarla, perché è stata in prigione per quasi quattro anni ed essere capaci di uscire, e provare a tornare a casa. è davvero travolgente per lei”, così ha dichiarato Curt Knox.

Sono passati quattro anni da quando Amanda è stata nella sua città. Poi c’è stato il 2 Novembre, quel maledetto giorno in cui cambiò tutta la sua vita. Ma ora è libera, libera di riprendere in mano la sua vita, di continuare i suoi studi e di tornare in Italia. Da persona libera.

Sabrina Brandone

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