CROLLO BARLETTA | Le vittime lavoravano a 4 euro l’ora. Domani i funerali

BARLETTA, 5 OTTOBRE – Intascavano la miseria di 4 euro all’ora le quattro operaie morte a Barletta dopo il crollo di una palazzina di 3 piani che lunedì ha inghiottito anche l’opificio in cui lavoravano. Secondo i parenti delle vittime di via Roma, le quattro donne non avevano un contratto, lavoravano a nero. «Mia nipote, 33 anni, prendeva 3,95 euro all’ora, mia nuora 4 euro: lavoravano da 8 a 14 ore. Lavoravano per poter sopravvivere», ha raccontato in lacrime la zia di una delle vittime.

Le operaie morte nel crollo di Barletta «lavoravano in nero per pochi euro all’ora» e «dopo alcune verifiche sembra che l’azienda fosse completamente sconosciuta all’Inps». Lo denuncia in una nota la Cgil di Barletta – Andria – Trani. «Abbiamo fatto delle verifiche – afferma il segretario generale della Cgil Bat, Luigi Antonucci – e dalle nostre ricerche sembra che le donne lavorassero in nero e che l’azienda fosse completamente sconosciuta all’Inps”.

Sono morte per «lesioni contusive multiple da grande traumatismo» le vittime del crollo della palazzina di via Roma, a Barletta, avvenuto nella tarda mattinata dello scorso 3 ottobre. I funerali si celebreranno giovedì prossimo. Queste sono «sciagure inaccettabili», ha detto Napolitano quando gli hanno detto che sotto la palazzina crollata a Barletta sono morte quattro operaie e una ragazzina. Queste sciagure, ha denunciato il capo dello Stato, in Italia «si ripetono» nelle abitazioni e nei luoghi di lavoro, cioè nei luoghi che dovrebbero essere i più sicuri.

Le vittime sono cinque: una è la figlia quattordicenne dei proprietari del laboratorio tessile, Maria Cinquepalmi, le altre sono le operaie Matilde Doronzo, 32 anni, Giovanna Sardaro, 30 anni, Antonella Zaza, 36 anni e Tina Ceci, 37 anni. Miglior sorte ha avuto una loro collega: Mariella Fasanella, prima di essere trasportata in ospedale, è stata sentita da uno speleologo che le ha chiesto alcune informazioni sui luoghi per poter meglio mirare le ricerche.

Nicola Celentano

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