Caso Yara Gambirasio: nuovi indizi sulla morte della giovane

ROMA, 5 Ottobre – Il programma di Raitre “Chi l’ha visto?” ha trattato il caso dell’omicidio di Yara Gambirasio rivelando ulteriori dettagli sulla morte della giovane. La famiglia Gambirasio, che in un primo momento si era fidata ciecamente degli inquirenti, nelle ultime ore ha ingaggiato un avvocato perché scontenta delle indagini e per prendere in mano tutta la situazione.

Le ultime analisi sul corpo di Yara hanno rivelato ulteriori particolari. Sono stati trovati dei residui di tessuto di colore rosso. Questo significa che la ragazza prima di essere lasciata nel campo è stata avvolta in un tessuto di colore rosso. Ancora non si sa con precisione se si tratta di una coperta, di un tappeto o di qualcosa di simile. Dagli esami autoptici si è potuto accertare, inoltre, che Yara è morta di freddo dopo tre ore. Lo testimoniano la presenza di ulcere nel suo corpo. È stata messa bocconi a terra e poi rivoltata per toglierla dalla coperta.

L’arma dell’omicidio sembrerebbe un attrezzo da piastrellista. Nelle ferite è stata trovata polvere di piastrelle. Ricordiamo che le ferite sono superficiali e nel momento in cui è stata colpita, Yara, era incosciente perché colpita alla testa.

Durante la puntata, però, è stato fatto un parallelo tra l’omicidio di Yara Gambirasio e quello di Marina Loreto avvenuto nel settembre 1993. Ci sono molti particolari che accomunano i due casi: entrambe erano delle ragazze sportive, sono state percosse, uccise e gettante in un campo. Le due storie molto simili sono successe in due paesi vicinissimi.

Si tratta, al momento, di due casi irrisolti. Bisognerebbe capire ora se sono liberi due assassini o è soltanto uno l’orco che ha spezzato, a distanza di tanti anni, le giovani vite di queste due ragazze.

Redazione Romatg24.it

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