Trasporti: risarcimento del danno morale per la cancellazione del volo

LUSSENBURGO, 15 Ottobre – I passeggeri dei voli aerei saranno lieti di apprendere che con la sentenza depositata il 13 ottobre 2011, la Corte di Giustizia Europea ha ampliato la tutela offerta loro per il pregiudizio subito in seguito alla cancellazione del volo.

Nella causa principale, sette dei passeggeri del volo Air France n. 5578 – fissato per il 25/09/2008 e diretto da Parigi a Vigo (Spagna) – hanno citato in giudizio la compagnia di bandiera francese al “Tribunale di Commercio” di Pontevedra per chiedere il risarcimento dei danni subiti a seguito dell’inadempimento del contratto di trasporto aereo, in quanto, alcuni minuti dopo il decollo dall’aeroporto “Charles de Gaulle”, il pilota ha deciso di rientrare al punto di partenza per un guasto tecnico dell’aereo. Il giorno seguente i passeggeri sono stati ricollocati su un altro volo, ma a nessuno sarebbe stata offerta una sistemazione in albergo o una qualsivoglia assistenza a spese della stessa Air France.

La novità sta nel fatto che la Corte ha stabilito la risarcibilità del danno non solo materiale, ma anche morale provocato dalla cancellazione del volo. Il diritto al risarcimento scatta sia nel caso in cui il volo partito non arrivi per una qualunque ragione a destinazione, sia nel caso in cui il passeggero venga poi trasferito su un altro volo in un tempo diverso rispetto a quello inizialmente programmato. La sentenza è destinata ad avere effetti in tutti gli Stati membri della UE. La norma di riferimento è il Regolamento 261/2004, che stabilisce le regole comuni in materia di compensazione ed assistenza ai passeggeri che le compagnie sono tenute a rispettare in caso di negato imbarco, cancellazione o ritardo prolungato. Per la determinazione del quantum del risarcimento (eventualmente anche quello morale), invece, si deve far riferimento alla “Convenzione di Montreal”.

Si rafforza, dunque, la tutela dei viaggiatori nei confronti delle compagnie aeree, nel caso in cui queste vengano meno ai loro doveri di assistenza ai passeggeri “rimasti a terra” o trasferiti su un altro volo (come l’obbligo di fornire una sistemazione in albergo, la possibilità di ottenere pasti, bevande e di effettuare chiamate telefoniche nell’attesa del volo successivo).

Tiziano Giuseppe Raucci

 

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