Italiani e bugie: l’arte di mentire in modo fantasioso

ROMA, 24 Ottobre – Chi di noi non si è mai trovato ad inventare una scusa qualsiasi per giustificare un ritardo, per evitare un appuntamento o per non aver rispettato un impegno preso? Ammettiamolo, noi Italiani su questo siamo imbattibili. L’estro e la creatività che manifestiamo nell’inventare pretesti e giustificazioni di ogni tipo ci rendono dei veri artisti.

Lo rivela una ricerca commissionata all’Istituto SWG da Unibet, uno dei più grandi operatori privati in Europa nel mercato delle scommesse e dei giochi on-line. L’indagine si è concentrata sulle risposte fornite da un campione rappresentativo della popolazione tra i 18 e i 64 anni. Ne è emerso un quadro interessante: il 17% degli Italiani è un vero “professionista” della scusa, mentre il 52% mente solo occasionalmente. Che siano del nord o del sud, uomini o donne, non fa differenza.

Se c’è una diversità, la si può trovare nella tipologia di scuse escogitate: “ho un impegno di lavoro” e “c’era molto traffico” sono le preferite dagli uomini, “ho un terribile mal di testa” è invece la più utilizzata dalle donne. Inoltre, secondo la ricerca, i motivi per cui gli Italiani accampano scuse sarebbero piuttosto banali: per evitare incontri o riunioni (36%), per aver dimenticato un impegno preso (31%), per essere in ritardo ad un appuntamento (28%), ma anche per non dover rinunciare a qualcosa cui si tiene (es. una partita di calcio) (21%) e per aver dimenticato una data importante (11%).

Il web risulta essere la fonte principale da cui trarre ispirazione per i pretesti: il 34% degli intervistati afferma di utilizzare i social network per comunicare una scusa, il 21% di prendere spunto da video, commenti e post trovati in rete, il 17% di chiedere aiuto agli amici per trovare una giustificazione credibile. Ma per essere dei veri professionisti della scusa, bisogna anche saper reggere i pretesti inventati, ed è qui che molti cadono. Il 16% degli intervistati ammette di essere stato smascherato proprio in rete, perché visibile on-line proprio nel momento in cui, in base alla scusa trovata, avrebbe dovuto essere impegnato. Se è vero il famoso detto che “le bugie hanno le gambe corte”, meglio dunque evitare di farle correre in rete…

Francesca Garreffa

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