Caso Sarah Scazzi: La verità di Cosima

TARANTO, 24 OTTOBRE – E’ ripresa a Taranto l’udienza preliminare per l’omicidio di Sarah Scazzi, la 15enne di Avetrana uccisa il 26 agosto dello scorso anno. Oggi è stata la giornata di Cosima Serrano, moglie di Michele Misseri. La donna, accusata di omicidio insieme alla figlia Sabrina Misseri, ha parlato per circa mezz’ora davanti al GUP di Taranto Pompeo Carriere confermando la propria versione dei fatti .

Durante l’udienza Cosima ha confermato le indiscrezioni riguardo l’sms ricevuto da Sarah a cui il pm non credeva, dove Sabrina invitava la cugina ad andare al mare con lei. La moglie di Misseri ha spiegato poi i motivi della visita ai genitori di Francesca, amica della nipote:  l’indagata afferma di essersi recata presso la loro abitazione non per minacciare ma semplicemente per chiedere se la piccola Sarah chattava dal loro computer.

Cosima ha inoltre ricostruito i propri movimenti di quel pomeriggio. La donna sarebbe tornata a casa intorno alle 13.30-13.40 , avrebbe pranzato insieme alla figlia, si sarebbe rinfrescata e infine sarebbe andata a dormire, raggiungendo Sabrina che era già a riposare nel letto grande della camera.

“Sull’orario di ritorno della donna ci sarebbe la testimonianza del datore di lavoro, che l’avrebbe accompagnata a casa proprio in quell’istante”, come sostiene  l’avvocato difensore De Jato.

Cosima avrebbe poi parlato con Sabrina, che si sarebbe a un certo punto alzata dal letto, chiedendole se stesse andando al mare. La donna ha riferito anche di aver sentito il rumore della porta di casa che si chiudeva quando la figlia sarebbe uscita e anche la domanda che la stessa Sabrina avrebbe fatto al padre Michele Misseri all’esterno dell’abitazione quando gli avrebbe chiesto se avesse visto Sarah.

A conclusione del suo intervento Cosima ha risposto all’accusa di aver ucciso la nipote per riscuotere un’eredità con queste parole: “Prima di me c’erano molti altri parenti che avrebbero avuto diritto all’eredità, cosa dovevo fare Giudice, ammazzare mezzo paese?”.

Giovedì il sostituto procuratore Buccoliero aveva confermato la richiesta di rinvio a giudizio per omicidio, sequestro di persona e soppressione di cadavere per Cosima Serrano e Sabrina Misseri, e per Michele Misseri, marito e padre delle due donne, accusato di averle aiutate a nascondere il corpo.

Il procuratore aggiunto Pietro Argentino ha chiesto, in chiusura della requisitoria, la condanna dei tre avvocati coinvolti nell’inchiesta e ammessi al rito abbreviato. Chiedendo la condanna a un anno per l’ex legale di Sabrina Scazzi, Emilia Velletri, per la soppressione di atti veri in relazione ad un verbale di un testimone dell’inchiesta, Ivano Russo, e per il precedente legale di Michele Misseri, Francesco De Cristofaro. Chiesta la condanna a 6 mesi, invece, per Gianluca Monelli (marito del legale Emilia Velletri).

Il GUP Pompeo Carriere non ha invece ammesso le richieste di rito abbreviato avanzate dagli altri imputati per reati minori: Cosima Prudenzano, Anna Scredo e Antonio Colazzo, tutti parenti del presunto testimone dell’omicidio Giovanni Buccolieri (il fioraio di Avetrana).

Mercoledì e giovedì prossimo, invece, sarà la volta della difesa degli imputati. Sempre giovedì, è previsto l’affidamento della perizia disposta dal GUP dottor Pompeo Carriere a una biologa del dipartimento di polizia su una macchia sospetta, individuata all’interno dell’auto di Cosima Serrano.

BUFERA MEDIATICA – E’ stato parzialmente revocato il provvedimento con il quale il presidente del Tribunale di Taranto, Antonio Morelli, aveva disposto da oggi il divieto di accesso nel Palazzo di giustizia per giornalisti, fotografi e teleoperatori in coincidenza con l’udienza preliminare per l’omicidio di Sarah Scazzi. I giornalisti sono stati ammessi in tribunale, mentre resta il divieto per fotografi e videoperatori, che sostano nell’atrio esterno del Palazzo di giustizia.

L’Ordine dei giornalisti e l’Associazione della Stampa di Puglia esprimono ”sconcerto e preoccupazione” per la decisione del presidente del Tribunale di Taranto di vietare ai giornalisti e ai fotocineoperatori l’accesso al Palazzo di Giustizia nei giorni in cui si svolge l’udienza preliminare per l’omicidio di Sarah Scazzi.

A far scattare il provvedimento sono stati alcuni filmati e tracce audio delle udienze preliminari dei giorni scorsi per l’omicidio di Sarah Scazzi che si sono svolte a porte chiuse, riprese furtivamente da alcune finestre e mandate in onda su alcuni canali televisivi.

La successiva modifica è rimasta comunque insufficiente perché lascia valido il divieto per i fotocineoperatori, assenti nell’udienza di oggi.

Luana Scialanca

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