UE: stretta sulla pedofilia, pene più severe

BRUXELLES, 29 OTTOBRE – Dalla UE arrivano misure stringenti contro la pedofilia e la pedopornografia. La plenaria del Parlamento europeo ha varato quasi all’unanimità una norma che impone agli Stati membri di punire con il carcere una ventina di tipologie di crimini contro i bambini. La parola d’ordine è  tolleranza zero.

La disciplina. In particolare si prevede: almeno 10 anni di carcere per chi costringe un bambino a compiere atti sessuali o a prostituirsi; 3 anni per i produttori di pornografia minorile e l’obbligo per gli Stati membri della cancellazione dei siti web o il blocco dell’accesso a queste pagine dal proprio territorio nazionale (qualora la cancellazione non sia possibile). La nuova disciplina si muove in tre direzioni: prevenzione, inasprimento delle pene e maggiore protezione per le vittime. Si tratta di una direttiva preparata dall’italiana Roberta Angelilli, eurodeputata Pdl e vicepresidente del Parlamento europeo.

La normativa prevede nuove tipologie di reati: il grooming, cioè l’adescamento online di minori per poi abusarne e il turismo sessuale, che potrà essere punito sia se il crimine venga compiuto sul territorio di uno Stato membro sia se venga commesso al di fuori dell’UE da un cittadino europeo. Inoltre, costituisce aggravante il fatto che gli abusi sui minori vengano compiuti da persone che abbiano la fiducia dei bambini, ricoprano una posizione di autorità o esercitino una qualche forma d’influenza su di loro (si pensi ai familiari, tutori o insegnanti) o abusino di bambini particolarmente vulnerabili (in caso di dipendenze da alcol o droghe, o per disabilità fisiche o mentali).

Soggetti recidivi. Per evitare il rischio di recidiva (infatti, le stime denunciano che il 20% dei molestatori continua a commettere violenze anche dopo la condanna), la normativa prevede che ai condannati per i crimini sessuali “sia interdetto, in via temporanea o permanente, almeno l’esercizio di attività professionali che comportano contatti diretti e regolari con minori”. A tal fine i datori di lavoro avranno diritto a richiedere informazioni alle autorità giudiziarie su eventuali condanne per abusi sessuali sui minori. Agli Stati membri verrà richiesto inoltre di adottare ulteriori misure come, per esempio, la tenuta di un apposito registro con i nomi dei condannati per pedofilia.

Gli Stati membri dovranno adeguare la loro legislazione interna alla direttiva entro 2 anni. È un testo ampiamente condiviso, per il quale hanno espresso la loro soddisfazione anche “Save the Children” e “Telefono Azzurro”.

Tiziano Giuseppe Raucci

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