Alluvione Genova: le accuse del WWF

ROMA, 5 NOVEMBRE Il WWF denuncia: “A Genova edifici costruiti sui corsi d’acqua”. Secondo il WWF queste tragedie saranno sempre più frequenti: “I corsi d’acqua sono stati cementificati, canalizzati e tombati, cioè coperti, nascosti”. Sotto accusa la mancata messa in sicurezza: “Il Bisagno è a rischio da sempre ma i fondi sono spariti”. I geologi: “Serve pianificare”.

Oltre 550 mm di pioggia, esondano i torrenti: gente sui tetti, studenti bloccati nelle scuole. Fughe di gas, voli dirottati, problemi ai treni. Nascono le polemiche sulla prevenzione. Lo denuncia Andrea Agapito, responsabile Acque del WWF Italia. E non è tutto. “Recentemente – sottolinea il responsabile Acque del WWF Italia –  è stata rifatta la copertura del torrente Bisagno nella speranza di far passare l’onda di massima piena: peccato che l’intervento sia insufficiente anche a causa della cementificazione ed impermeabilizzazione dei quartieri più a monte”. Gli esperti sostengono che: “Bisognava intervenire prima”. Il Professore Renzo Rosso, docente di idrologia al Politecnico di Milano, ha spiegato al Corriere che in realtà “il Bisagno è a rischio da sempre” e che i problemi derivano dal fatto che “lo scolmatore previsto non è stato fatto”. Sui lavori di messa in sicurezza del Bisagno è intervenuto anche il presidente dell’Associazione nazionale costruttori edili, Paolo Buzzetti. “L’intervento –afferma Buzzetti- faceva parte del pacchetto di opere che noi avevamo presentato tre anni fa al Governo e per il quale le risorse sono state prima stanziate e poi ritirate per esigenze finanziarie”. Su questo punto anche il WWF parla di “bluff della Finanziaria sui fondi anti-dissesto”. “Non c’è alcuna traccia dei 500 milioni per la prevenzione del dissesto idrogeologico promessi dal presidente del Consiglio e dal ministro dell’Economia e delle Finanze”.

Gian Vito Graziano, presidente nazionale dei geologi, lancia un monito: “Nell’arco di 20 giorni abbiamo avuto frane, alluvioni, morti, centinaia di sfollati e danni per milioni di euro. C’è bisogno urgente di pianificare con la natura e non contro la natura. Questo è l’accorato appello che arriva dai geologi italiani a tutta la classe dirigente. I bollettini meteo ormai in Italia sono diventati bollettini di guerra. Dobbiamo essere pronti a combattere contro il nemico –conclude Graziano- che è il dissesto idrogeologico. Non bisogna perdere più tempo”.

Alessia Ribezzi – Redazione Romatg24.it

 

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