Caso Thyssenkrupp, le motivazioni della sentenza: fu omicidio volontario

ROMA, 16 Novembre – È stata pubblicata la motivazione della sentenza con cui la Corte d’Assise di Torino ha condannato Herald Espenhahn, l’amministratore delegato della ThyssenKrupp in Italia, a 16 anni e sei mesi di reclusione per “omicidio con dolo eventuale”, in seguito alla strage provocata dall’incendio del 6 dicembre 2007 nello stabilimento di Torino in cui in cui morirono sette operai.

Si tratta di una sentenza senza precedenti. L’ad è stato ritenuto colpevole di omicidio volontario per la “scelta sciagurata” di “non fare nulla” sul fronte della sicurezza sul lavoro in virtù “dell’interesse economico dell’azienda”, poiché per l’impianto torinese era già stata decisa la chiusura e il trasferimento della produzione nello stabilimento di Terni. Data la sua esperienza, la competenza professionale e la sua conoscenza delle condizioni di lavoro nello stabilimento di Torino, la Corte ha ritenuto che “certamente Espenhahn si fosse rappresentato la concreta possibilità, la probabilità del verificarsi di un incendio, di un infortunio anche mortale sulla linea 5 di Torino, e che altrettanto certamente, omettendo qualsiasi intervento di ‘fire prevention’ in tutto lo stabilimento e anche sulla linea 5 e anche nella zona di entrata della linea 5, ne avesse effettivamente accettato il rischio”.

Per la stessa tragedia sono stati condannati anche altri cinque dirigenti della società, a cui però è stato contestato il reato di omicidio colposo.

Tiziano Giuseppe Raucci – Redazione Roma

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