Melissa Satta, il silenzio di Vieri

MILANO, 26 APRILE – I tradimenti non c’entrano nella rottura tra Bobo Vieri e Melissa Satta, da lui clamorosamente annunciata con un comunicato stampa: è l’ex Velina a spiegarlo dalla copertina di Vanity Fair in edicola 27 aprile, con le sue prime parole dopo la rottura. Non c’entra Sara Tommasi, sotto la cui casa l’ex calciatore era stato fotografato («Io non ho mai pensato che Bobo mi avesse tradita… Se di questo si fosse trattato, che bisogno avrebbe avuto di annunciare la fine della nostra storia? Bobo sapeva benissimo che, se mi avesse confessato di avere un’altra, io me ne sarei andata da sola, senza sceneggiate»). Non c’entrano le voci di un fantomatico famoso corteggiatore in America («Non ho mai tradito Bobo»). E, a far naufragare cinque anni di amore, non può essere bastato un banale battibecco al telefono come altre volte ce n’erano stati da quando lei era a New York per il suo lavoro di modella e lui in giro per il mondo come osservatore per il Barcellona
(«Quelle cose sciocche tipo: Non avevi detto che tornavi a casa prima? Ma chi c’era alla cena? Chi ti ha riaccompagnato?. Siamo due gelosi»).

Ma allora, che cosa è successo? «Non l’ho capito. Non so perché Bobo mi abbia lasciato. Non me lo ha neanche detto».

Come l’ha saputo? «Ero a New York. Mi sono svegliata, il telefono brillava di messaggi. Ho pensato a uno scherzo, o a uno dei soliti gossip… Invece leggo su Internet il suo comunicato, parole dette ai giornali, non a me. Sono rimasta basita, in
lacrime davanti al computer… Ho mollato tutto e sono tornata a casa nostra, in Italia, per incontrare Bobo, per capire».

Quindi vi siete incontrati? «Sì. Ma lui si è limitato a starsene muto sul divano. Non ha saputo darmi una spiegazione». Veramente non le ha dato spiegazioni? «No, perché lui è fatto così. Quando attraversa un momento difficile, si chiude a
riccio. Solo io so quante volte in passato ho subito la sua collera, quando non ne ero certo io la causa, eppure diventavo la stronza di turno… Forse è entrato in una delle sue fasi buie e se la prende con me… Alla fine è rimasto l’orso di sempre, quello che si chiude nella tana e se ne frega di chi resta fuori».
Rimpianti? «Mi sono data con generosità e amore, e rifarei tutto. Però è vero che non ho convissuto con il Vieri dei tempi d’oro. Invece dei gol mi sono beccata le delusioni, la fase nera dell’Inter. Mi andava bene così perché volevo lui, non il suo personaggio. Proprio per questo avrei meritato un trattamento diverso… Non sono disposta a farmi trattare così, pubblicamente per giunta: è amore questo?».

Quella del calciatore e della velina non è sempre una favola a lieto fine. Antonio Ricci l’aveva messa in guardia? «Lui è molto protettivo. Anche quando lasci la trasmissione, resti sempre una della famiglia. Da 25 anni Striscia dà un’opportunità alle ragazze che vogliono sfondare in modo pulito nell’ambiente dello spettacolo. È una palestra, un master da showgirl. Sei
controllata, ci sono regole ferree: se sgarri, se tieni una condotta che può danneggiare il programma, sei fuori. Per questo capisco Ricci quando si arrabbia per difendere le veline».

Non esagera? «Semplicemente, non sopporta che quello che ha costruito venga accostato al mondo delle prostitute, delle ragazze che si tuffano sul potente di turno per trovare la scorciatoia. Le veline non abitano in via Olgettina».

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